RESPONSABILITÀ DELL’”ASSEMBLATORE”

 

Ai sensi dell’art. 3 del  D. Lgs. 17/2010, gli obblighi derivanti dalla Direttiva, e cioè la conformità alla Direttiva stessa della macchina, e la conseguente marcatura CE della stessa, incombono a “chiunque assembli macchine, o parti di macchine, o componenti di sicurezza di origine diversa, o costruisce la macchina, o il componente di sicurezza, per uso proprio”.

Il caso di una linea di produzione, costituita da insiemi di macchine e/o sottoinsiemi (ricordando per inciso che i “sottoinsiemi” di macchine non sono sottoposti alla procedura di certificazione CE prevista per le macchine, ma devono comunque rispondere a requisiti di sicurezza al passo con lo stato dell’arte, ossia del progresso tecnologico, e devono sottostare alla dichiarazione di incorporazione ad altra macchina prevista dall’Allegato II B del D. Lgs. 17/2010), se visto alla luce della citata disposizione, fa nascere la questione del regime di responsabilità dell’assemblatore in ordine alla marcatura CE e alla sicurezza intrinseca della linea di produzione.
Per meglio definire la figura dell’assemblatore, diciamo che esso può essere il fabbricante, un vero e proprio assemblatore, uno studio tecnico, o l’utilizzatore finale stesso; qualora l’assemblatore crei una macchina nuova a partire da sottoinsiemi, egli sarà responsabile della conformità al D.P.R. 459/96 della macchina creata, dato che i fornitori dei sottoinsiemi, da parte loro, devono solo munire i sottoinsiemi stessi della dichiarazione di incorporazione ad altra macchina prevista dall’Allegato II B. Qualora invece l’assemblatore svolga una vera e propria progettazione di un insieme nuovo (come ad es. una linea di produzione) a partire da singole macchine, e gestisca il progetto nella sua totalità, allora la sua figura è assimilata a quella del “committente” per quanto riguarda la sicurezza intrinseca della macchina. In dettaglio, l’insieme della responsabilità attiene alla costituzione del fascicolo tecnico (e quindi comprendendo l’analisi dei rischi), alla conformità all’allegato I, alla fornitura del manuale di istruzioni, alla apposizione della marcatura CE per l’insieme di macchine, e alla elaborazione della dichiarazione di conformità CE riguardo sempre all’insieme di macchine.

 

GLI INSIEMI DI MACCHINE AI SENSI DEL D. Lgs. 17/2010

 

In base al disposto normativo dell’articolo 2, § 2 del D. Lgs.17/2010, è da considerare “macchina” anche un insieme di macchine e di apparecchi disposti e comandati in modo da avere un funzionamento stabile, e volti ad ottenere uno stesso risultato. Come conseguenza immediata, abbiamo che un insieme di macchine (o se si vuole, una “installazione complessa”) deve subire una unica procedura di certificazione di conformità CE, come se fosse una sola macchina. La ratio della disposizione sta nella concezione di sicurezza globale della macchina, o installazione complessa, concezione che porta ad escludere la previsione della conformità alla Direttiva nel suo complesso di singole parti, o componenti, o singoli apparecchi o dispositivi facenti parte dell’insieme di macchine.

DIRETTIVA MACCHINE

Dichiarazione del fabbricante

Abusi nell'utilizzo della dichiarazione di cui all'allegato II B

L’impiego della dichiarazione dell’allegato II B non deve dare origine ad abusi di un diritto.
Si rammenta che l’abuso di un diritto è l’abuso di una prerogativa giuridica; in altri termini, il titolare di un diritto non rispetta le «norme» che regolamentano l’esercizio lecito di un diritto. L’impiego della dichiarazione prevista dall’allegato II B non deve essere strumentalizzato per aggirare la direttiva «macchine».

Una macchina pronta per l’uso a cui vengono tolti i dispositivi di protezione e che deve essere messa in servizio nella condizione in cui si trova non può essere assimilata ad un sottoinsieme di cui all’allegato II B.

esempio

Un fabbricante di macchine per la lavorazione del legno (allegatoIV°) non può proporre in catalogo una sega pronta per l’uso che non disponga di una protezione descrivendola come un sottoinsieme che l’utilizzatore completerà successivamente. Il venditore non può trasferire artificiosamente gli obblighi giuridici che gli sono propri al cliente: non è possibile utilizzare artificiosamente un meccanismo previsto dalla direttiva per sfuggirne l’applicazione.

 

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